La fotografie che contengono persone sono mediamente più accattivanti. Ci troviamo spesso in situazioni in cui le nostre foto includono persone come soggetti principali: momenti di vita quotidiana, eventi speciali, autoritratti. Se siamo fotografi principianti, o se dobbiamo ancora imparare a fotografare ritratti, è facile ottenere risultati deludenti dai nostri primi tentativi. Fortunatamente, esistono alcuni semplici consigli, applicabili nella maggior parte delle situazioni, che ci mettono sulla buona strada per ottenere ritratti fotografici migliori. Si tratta di concetti basilari, ma che fanno la differenza rispetto ad un ritratto scattato quasi a caso. Molti elementi che fanno una buona foto, comunque, come la composizione, la scelta del soggetto, la scelta della luce, la scelta dell’ambiente, rimangono sempre nelle mani del fotografo.

I consigli contenuti in questo articolo sono sufficientemente generici da essere applicabili a qualsiasi tipo di macchina fotografica, sia che possediate una reflex, una fotocamera bridge o una digitale compatta. Prossimamente, amplieremo questa lista con altri consigli per fare ritratti sempre più belli. Ora, bando agli indugi quindi, e passiamo a presentare i primi 5 consigli per fare ritratti migliori.
1. Occhi a fuoco

Nella stragrande maggioranza dei casi, a meno di esperimenti artistici, gli occhi della persona ritratta saranno in vista e dovranno essere a fuoco. Normalmente, le figure umane presenti in una foto attraggono l’attenzione dell’osservatore e all’interno della figura umana il punto cruciale sono proprio gli occhi. Se disponiamo di una macchina fotografica con sistema di messa a fuoco multipunto, posizioniamo il punto di messa a fuoco in corrispondenza degli occhi. Se non possiamo farlo, allora cambiamo l’inquadratura in maniera da posizionare il punto di messa a fuoco sugli occhi, premiamo a metà il pulsante di scatto (come visto nell’articolo che spiegava come mettere a fuoco) e poi ricomponiamo, senza avvicinarci o allontanarci dal soggetto nel frattempo. Attenzione alle modalità di autofocus che decidono automaticamente il punto di messa a fuoco: potrebbero posizionarlo dove non desideriamo. Attenzione anche quando usiamo un’apertura molto ampia. Come visto nell’articolo che descrive come ottenere lo sfocato, un’apertura troppo ampia ad una distanza molto ravvicinata potrebbe portare ad una porzione eccessiva di immagine sfocata e ad una maggiore difficoltà nell’avere gli occhi perfettamente a fuoco.
2. Teleobiettivo, sì, grazie

La lunghezza focale consigliata da alcuni fotografi per il ritratto è 85 mm. Altri salgono, arrivando anche a 200 mm. Non esiste una lunghezza focale perfetta per tutti i ritratti. Quello che è vero è che, generalmente, è meglio scegliere focali superiori ai 70 mm. Ciò diventa più vero man mano che ci avviciniamo al soggetto fotografato. Sono due i motivi principali alla base di questa scelta di lunghezza focale:

più la lunghezza focale va verso il grandangolo, più il soggetto risulta distorto, per esempio allargando il naso e distanziando gli occhi,
più la lunghezza focale è elevata, più viene ridotta la parte di sfondo inclusa della fotografia, aumentando l’importanza che diamo alla persona ritratta.

3. Siate intimi

Un errore che ho fatto spessissimo nelle mie prime foto, è stato quello di non avvicinarmi abbastanza al soggetto fotografato. Mi è capitato invece di leggere spesso il consiglio di avvicinarsi ai soggetti delle proprie foto, di essere più “intimi”. Nella fotografia di ritratto, ciò è ancora più vero, in quanto una distanza minore conferisce maggiore importanza al soggetto fotografato e crea effettivamente un senso di intimità anche nell’osservatore della foto.
4. Apertura ampia

Come scritto sopra, l’apertura molto ampia può causare delle difficoltà nella messa a fuoco, ma è anche una caratteristica comune in molti ritratti. Come abbiamo visto nell’articolo sull’apertura, un’apertura più ampia permette di isolare meglio il soggetto messo a fuoco. Solitamente, questo è il risultato che vogliamo ottenere nelle nostre foto di ritratto. Un buon valore di apertura può essere f2.8: al di sotto, quindi con apertura più ampia, rischiamo di incorrere nei problemi di cui sopra (soprattutto se siamo molto vicini al viso della persona inquadrata), al di sopra lo sfondo diventa meno sfocato e quindi perdiamo isolamento.
5. Attenzione allo sfondo

L’occhio ed il cervello umano sono abituati ad escludere la porzione di scena su cui l’attenzione non è concentrata, ma la macchina fotografica non è così intelligente. Bisogna sempre stare attenti, quindi, a cosa si trova sullo sfondo, in maniera da non rovinare una foto altrimenti ben riuscita. Questo vale in generale. Per i ritratti, in particolare, due raccomandazioni di base:

l’orizzonte, qualora presente, non deve “tagliare” il collo del soggetto inquadrato,
bisogna prestare attenzione ad oggetti che, allineati con il soggetto, potrebbero creare strani effetti, come un ramo che spunta da dietro la testa a mo’ di corna.

Per mettere in pratica questa due raccomandazioni, è necessario solitamente cambiare prospettiva, ruotando attorno al soggetto o cambiando l’altezza del nostro punto di vista (che può essere anche un consiglio per migliorare la composizione).

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