I PAESAGGI  sono modelli sempre disponibili e in posa, non è necessario coinvolgere altre persone e sperare che siano in grado di mettersi in posa nella maniera migliore,
è possibile ottenere risultati egregi senza ricorrere ad attrezzature aggiunti
ve oltre alla macchina fotografica,
specialmente in Italia, bei paesaggi da fotografare si trovano in ogni regione senza allontanarsi troppo da casa propria.

In questo articolo, riporto alcuni consigli di base da tenere presenti quando si vuole fotografare un paesaggio.
1. Profondità di campo massima

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Glowing see under the sunset di p1ndar0

Se si vuole fotografare usando i modi di scatto automatici, ovviamente è indicato impostare la modalità paesaggio. La macchina fotografica si occuperà di scegliere le impostazioni migliori.

Altrimenti, un’ottima soluzione è quella di utilizzare il modo a priorità di apertura. Questo ci permetterà di controllare la profondità di campo modificando il valore dell’apertura. Quando fotografiamo un paesaggio vogliamo che tutti gli oggetti inquadrati siano a fuoco: il primo piano, il secondo piano e lo sfondo. Quindi, useremo un’apertura molto ridotta, ovvero un valore molto elevato: f 16 o f 22 vanno bene.
2. Abbasso il rumore

Supponendo di voler fotografare il paesaggio durante il giorno, è plausibile pensare che non avremo bisogno di impiegare un valore di ISO alto, in quanto la luce disponibile sarà più che abbondante. Quindi, per evitare di introdurre rumore nella fotografia, impostiamo l’ISO al valore più basso possibile, probabilmente 100 (dipende dal modello di macchina fotografica).
3. Ricorda la regola dei terzi

La regola dei terzi va usata anche nelle foto di paesaggi. In particolare, si applica principalmente a due elementi:

l’orizzonte, per rendere la foto meno noiosa, va allineato al terzo superiore o al terzo inferiore,
è bene che la fotografia contenga un punto di interesse, una casa, un albero, questo punto d’interesse assume un maggior peso se viene posizionato in obbedienza alla regola dei terzi.

4. Lunghezza focale cortissima

Tradizionalmente, per ovvi motivi, le lunghezze focali più indicate nella fotografia paesaggistica sono quelle corte. Fortunatamente, sia le digitali compatte che le bridge che le reflex, già a partire dai modelli base, permettono di coprire queste lunghezze. Un ottimo valore di lunghezza focale può essere 18 mm, ma anche le lunghezze focali vicine sono adeguate allo scopo. Il motivo principale per prediligere queste lunghezze focali è che esse hanno un campo visivo molto superiore a quello umano e quindi permettono di includere nell’inquadratura spazi molto più ampi. Inoltre, amplificano l’effetto prospettico aumentando la percezione di essere “attratti” nella fotografia.

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Lofoten Sunset di Andy Farrer
5. Attenzione all’intera scena

Una foto di paesaggio include molti elementi nella scena. È importante tenere presente che tutti gli elementi concorrono al successo della fotografia. Valutiamo quindi con cura cosa c’è in primo piano, in secondo piano e che cosa compone lo sfondo. Inoltre, usando una lunghezza focale ridotta, rischiamo di includere nell’inquadratura elementi vicini a noi che a occhio nudo non notiamo. Attenzione quindi a rami pendenti o arbusti che possono rovinare il risultato finale.
6. “Zoomare con i piedi”

Sui siti in inglese riguardanti la fotografia questo è un concetto che si ritrova spesso. Può essere molto dannoso essere dei fotografi pigri. È invece utile essere sempre pronti a muoversi alla ricerca della giusta inquadratura. Nel caso della fotografia di paesaggio questo si applica principalmente in due modi:

volendo usare una lunghezza focale molto corta non possiamo zoomare per ottenere l’inquadratura che vogliamo ma dobbiamo eventualmente avvicinarci se l’inquadratura iniziale contiene oggetti che non vogliamo nella foto (per questo zoomare con i piedi),
spesso accade che allontanandoci un po’ dalla comoda strada che stiamo seguendo, oppure alzando un po’ gli occhi, oppure rotando un po’ su noi stessi, riusciamo a migliorare drasticamente l’inquadratura o a trovare migliori punti di vista.

7. Scegliere la luce

Accumulando esperienza nella fotografia, ci accorgeremo di quanto peso abbia la qualità della luce nelle nostre fotografie. Lo stesso identico soggetto, inquadrato dalla stessa identica posizione, può portare ad una foto eccezionale o ad una foto da dimenticare, semplicemente in base alla qualità della luce che lo colpisce. Un discorso dettagliato sulla luce prenderebbe molto più spazio di un singolo post su un blog. Se non abbiamo ancora conoscenze approfondite sulla luce in fotografia, abituiamoci solamente a valutare se la scena che stiamo per fotografare ha effettivamente una luce che ci piace. Se non è così, lasciamo stare e proviamo a tornare in un altro momento della giornata, magari vicino al tramonto o all’alba.

3241620193 f841a0d0d8 mCrooked horizon di islandjoe
8. Tieni dritto quell’orizzonte!

Non sapete quante volte non ci si accorge che una foto ha l’orizzonte storto nel momento in cui la stiamo scattando. Effettivamente, siccome sappiamo che l’orizzonte dovrebbe essere dritto, se vediamo una foto con orizzonte storto, istintivamente notiamo qualcosa che ci disturba. Quindi, il più possibile, cerchiamo di tenere dritto l’orizzonte nel momento in cui scattiamo la foto. Per fortuna, un orizzonte veramente storto è facilmente raddrizzabile utilizzando un qualsiasi programma di fotoritocco.
9. Può essere utile un treppiede

Ho già sottolineato l’importanza del treppiede nell’articolo riguardante le foto mosse. Esso può tornare utile, effettivamente, anche nelle foto di paesaggi. Infatti, tenendo l’ISO bassa e l’apertura molto ridotta può succedere che, se ad esempio il cielo si annuvola, o scattiamo la foto verso sera o poco dopo l’alba, la luce non sia sufficiente a garantire un tempo di esposizione sufficientemente breve. In tal caso, per garantirsi la foto più nitida possibile, è meglio usare un treppiede. Per fortuna un paesaggio, nella stragrande maggioranza dei casi, è un soggetto immobile, quindi avremo tutto il tempo di aprire il treppiede, fissarci la macchina fotografica e impostare con calma l’inquadratura.
10. Deve assolutamente esserci un soggetto

Spesso portiamo a casa foto di paesaggi che non trasmettono l’emozione che noi avevamo ricevuto nell’osservarli, che sono “sconclusionate”. È probabile che questo accada perché nelle nostre foto non c’è un vero soggetto o un elemento che desta interesse. Per risolvere questo problema proviamo ad includere nella nostra foto almeno uno di questi elementi:

un oggetto, una persona che possa fungere effettivamente da protagonista della foto,
linee dritte che evidenzino l’effetto prospettico dirigendosi verso un punto di fuga,
linee curve che attraggono l’occhio nella foto,
combinazioni di colori che catturano l’occhio,
ecc.

Come sempre in fotografia questi sono consigli molto utili ma non sono delle leggi assolute. In molti casi ci troveremo a “disobbedirvi” appositamente per ottenere un risultato migliore. Se però finora abbiamo fotografato i paesaggi “a caso “, allora proviamo ad applicare questi consigli: la percentuale di foto riuscite aumenterà sicuramente.

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