LA MACROFOTOGRAFIA è un modo di fotografare completamente diverso da tutti gli altri. A volte la ricerca dei dettagli ci fa scoprire un mondo che a molti è sconosciuto. Oggetti, fiori, insetti visti da vicino ci mostrano particolari affascinanti e inaspettati. Alcune fotografie possono addirittura sembrare finte e realizzate al computer tanto sono particolari. Con la Macro ovunque intorno a noi possiamo trovare dettagli fotografici interessanti.

Per Macrofotografia si intendono le fotografie riprese a distanza ravvicinata, che diano risalto a un soggetto di piccole dimensioni, generalmente dai 15cm in giù.
Nella macrofotografia si parla di Rapporto di riproduzione (R/R) o di Rapporto di ingrandimento.
Generalmente si intende una fotografia macro a partire da un R/R di 1:5 anche se non c’è una definizione precisa.
Per capire cosa si intende per R/R si consideri che a 1:1 un soggetto di 1cm deve riprodurre un’immagine sul sensore della fotocamera di 1cm.
Per microfotografia si intendono generalmente le foto con un rapporto di ingrandimento a partire da 10:1

LE OTTICHE
Generalmente tutte le ottiche riescono a fare fotografie ravvicinate. Alcuni obiettivi hanno una posizione macro per fare foto ancor più ravvicinate. Anche i grandangolari dato che spesso hanno una distanza minima di messa a fuoco molto bassa, si possono utilizzare per fare foto macro.
Queste ottiche però raramente superano un R/R di 1:3.
I veri obiettivi macro hanno un R/R di 1:1.
Generalmente gli obiettivi macro sono ottiche fisse di questo tipo: 60mm / 85mm / 105mm / 150mm / 180mm / 200mm. Questi obiettivi sono infatti progettati per essere senza distorsioni, vignettatura e aberrazioni cromatiche dell’immagine. Oltre a questi la Canon produce anche un obiettivo ultra specializzato il 65mm MP-E con un moltiplicatore integrato fino a 5x.

ACCESSORI
Per ottenere R/R più spinti come 2:1, 3:1, e oltre, servono degli accessori. Questi possono essere: lenti addizionali, tubi prolunga, soffietti, anelli di inversione e moltiplicatori (o teleconvertitori) di focale. Tutti questi però provocano una perdita di luminosità che andrà compensata durante l'esposizione.

 

MAF: MESSA A FUOCO e PDC: Profondità di Campo

La fotografia macro spinge spesso al limite le caratteristiche della fotocamera.
La messa a fuoco è critica e difficoltosa per la ridottissima PDC che all’aumentare dell’ingrandimento essa si riduce proporzionalmente. Spesso negli ingrandimenti molto spinti raggiunge il millimetro.
Si consiglia quindi la messa a fuoco manuale selettiva, ossia mettere a fuoco il particolare più importate del soggetto, come per esempio gli occhi se si tratta di un insetto.
Le ottiche macro sono spesso f/2.8, ma questi diaframmi raramente vengono utilizzati. Infatti questi obiettivi raggiungono diaframmi molto chiusi come f/32.
Generalmente con le fotocamere reflex APS-C si usano diaframmi fino a f/16 mentre con le full-frame fino f/22.
E’ sconsigliabile chiudere il diaframma ulteriormente per evitare l’effetto della DIFFRAZIONE.
Questo è un fenomeno fisico che deteriora la qualità della foto. La luce entrando in un foro produce delle onde che aumentano di intensità rimpicciolendo il foro di entrata. Queste catturate dal sensore fanno perdere definizione alla fotografia.
Bisogna anche considerare che la PDC diminuisce all’aumentare della lunghezza focale.
Questo è utile se si vuole staccare il soggetto dallo sfondo, ma con soggetti molto piccoli complica le cose.
Per certi aspetti quindi le fotocamere compatte sono avvantaggiate per quanto riguarda la PDC, infatti più il sensore è piccolo maggiore è la PDC. Per i principianti quindi le compatte sono più facili da utilizzare e sono quelle che danno i risultati più immediati.
Le compatte hanno però meno definizione ed hanno ottiche meno raffinate . Per questo si possono usare al massimo a 200/400 ISO per non avere troppa grana. Una volta che si acquisisce un po' di esperienza le reflex ci consentono di ottenere fotografie di gran lunga migliori.

Gli ISO
Dato che chiudendo il diaframma si allungano i tempi di esposizione spesso per scattare macrofotografie occorrono tempi lunghi. E’ quindi consigliabile per diminuire il tempo di esposizione di alzare gli ISO.
Gli insetti, uno dei soggetti più classici della macro, generalmente si muovono. Per questo è meglio utilizzare tempi rapidi. Anche una leggero vento o brezza rischia di compromettere la fotografia.
Nella macro ogni impercettibile movimento è amplificato date le ridottissime dimensioni in cui si opera.
Per questi motivi conviene scattare con la sensibilità ISO più alta che la macchina ci consenta di utilizzare con una qualità accettabile e poi scendere gradualmente fino ai valori più bassi.


STABILIZZATORE
L’uso dello stabilizzatore negli obiettivi che ne sono dotati è quindi consigliassimo. A meno che non si usi un cavalletto o tempi di scatto molto rapidi.

PARALLELISMO
Un altro aspetto molto importante della macro è il parallelismo. Data la scarsa PDC è importante che il soggetto sia perfettamente o il più possibilmente parallelo al sensore della fotocamera in modo da evitare che una parte sola del soggetto risulti a fuoco ed una parte invece sfocata.

LIVE VIEW
Molto utile nelle fotocamere che ne sono dotate è il LiveView. Possiamo valutare la MAF direttamente dal display potendo utilizzare l’ingrandimento del dettaglio del soggetto.
Spesso è più comodo che utilizzare il mirino interno, soprattutto se si dispone di un LCD snodabile, dato che le foto vengono spesso realizzate in posizioni molto basse e/o scomode.

ALTRI CONSIGLI
Altri accessori utili oltre al cavalletto sono lo Scatto Remoto e il Telecomando a distanza. Questi ci consentono di scattare senza toccare la fotocamera e quindi di evitare fastidiose vibrazioni.
Utilizzare il Sollevamento dello specchio, sempre per ridurre le vibrazioni.
Utilizzare Plamp, cioè accessori che con una pinza che aiutano a stabilizzare il soggetto.
Ultilizzare Slitte micrometriche per una maggiore accuratezza e semplicità della MAF.
Scattare sempre in RAW per avere una maggiore libertà di correzione della foto in postproduzione.

PREPARIAMOCI PER LE USCITE
Per fotografare gli insetti il momento migliore è l’alba, la luce è sufficiente e loro sono spesso immobili od effettuano movimenti molto lenti. Aspettano infatti che la rugiada che hanno addosso si asciughi. E’ facile così fotografare anche farfalle che normalmente scapperebbero al nostro avvicinamento.
E' molto utile informarsi, prima di effettuare l'uscita fotografica, sul posto che andremo a visitare anche per valutare il tipo di abbigliamento e attrezzatura da portare. Controlliamo sempre il meteo e l'ora esatta dell'alba e del tramonto.

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